I nomi famosi

I tappeti prendono nome dalle città, dai paesi o dalle zone da cui provengono.  I tappeti orientali molto noti sono tanti ed è impossibile illustrarli tutti. Accenneremo solo ad alcune qualità di grande rinomanza fin dai tempi antichi che ancora oggi vengono prodotte nelle loro zone d'origine.

 

Isfahan, fino al secolo scorso capitale della Persia, fu sede, durante   il rinascimento persiano, di una delle più famose fabbriche di tappeti di corte che, fondata da Scià Abbas alla fine del XVI secolo, produsse splendidi e raffinatissimi tappeti lavorati anche in seta, oro e argento.
Gli Isfahan, dalla fine del XIX secolo ad oggi, costituiscono una pregiata manifattura tanto per l'ottima qualità dei materiali usati quanto per la bellezza e classicità dei disegni. La decorazione è varia: con medaglione centrale o con grate floreali o tipo "preghiera" o a motivi figurati.
Esiste anche una produzione di esemplari di straordinaria finezza annodati con pregiatissima lana "kurk" su trama e ordito di seta che si collocano fra i migliori prodotti in questo secolo.

 

Tabriz, capitale della Persia fino al XVII secolo, vanta capolavori mai superati nel campo dei tappeti.   Durante il Rinascimento persiano (XV-XVI secolo) i più grandi pittori dell'epoca disegnarono dei cartoni che servirono da modello per splendidi tappeti oggi vanto dei più grandi musei e delle più famose collezioni del mondo. La decorazione presenta uno o più medaglioni centrali; il campo è percorso da un fitto intreccio di steli e rami fioriti su cui si stagliano vivide scene di caccia o figure mitologiche. La bordura, molto ampia, reca intrecci di rami fioriti, piccoli medaglioni e, sovente, delle scritte. La varietà dei colori è eccezionale; molto spesso vengono usati fili d'argento per dare maggior risalto al disegno.
I Tabriz moderni conservano gli antichi disegni, anche se un po' meno ricchi e meno fantasiosi.  Sono generalmente tappeti compatti e di lunga durata.
Anche in questa zona esiste tutt'oggi una produzione di altissimo livello e di eccezionale finezza.

 

La bellezza dei tappeti prodotti a Kashan durante il Rinascimento persiano è leggendaria.     In quel periodo Kashan fu sede di una manifattura di tappeti di corte, fondata da Scià Abbas il Grande alla fine del XVI secolo, nella quale vennero confezionati i meravigliosi tappeti in fili d'oro, d'argento e di seta detti, appunto, Scià Abbas.
Nel seguente periodo di decadenza pare che gli artigiani di Kashan abbiano saputo conservare un alto grado di maestria tecnica. Infatti quando in Europa, alla fine dell' '800, scoppiò la moda dei tappeti persiani essi si distinsero immediatamente per la loro bellezza.
Per quanto riguarda la produzione contemporanea il medaglione, generalmente ovale, non è molto grande, il campo è a fiori, la cornice principale a fioroni e palmette. Si può raramente trovare anche la decorazione a "preghiera".
I Kashan generalmente sono tappeti di ottima qualità e dalla lana molto bella, anche fra di loro si possono trovare tutt'oggi esemplari di straordinaria finezza.

 

Nell'antichità Kirman  fu sede di un laboratorio di corte, fondato da Scià Abbas il Grande, che fu famosissimo per la produzione di mirabili tappeti detti "a vaso".
I tappeti di Kirman sono considerati ancora oggi fra i migliori della produzione persiana moderna.Per quanto riguarda la decorazione essi presentano generalmente un medaglione centrale polilobato e quattro cantonali;  piccoli fiori multicolori riempiono il campo e le cornici. Esemplari più antichi sono spesso senza medaglione e hanno il campo decorato da fiori a mazzi o da vasi fioriti oppure recano il motivo del cipresso, l'albero della vita, simbolo dell'antica religione zoroastriana.

 

Le migliori creazioni del Turkmenistan sono costituite dai Bukara.
I tappeti turkmeni occupano un posto particolare nella storia del tappeto annodato; spedizioni scientifiche hanno infatti rinvenuto nel Turkmenistan frammenti di tappeti annodati risalenti dal III al VI secolo dell'era volgare.
Al giorno d'oggi i Bukara non fondano la loro fama solo sull'antichità della tradizione ma, soprattutto, sulle loro alte qualità sia estetiche che di lavorazione.   Il motivo è rigorosamente geometrico, formato da formelle ottagonali disposte in fila nel campo centrale. La bordura è divisa in tanti settori contenenti ognuno un ottagono raggiato.
Il colore dominante è il rosso. La lana è ottima.  Il disegno del Bukara è antichissimo e affonda le sue radici nella preistoria. Le formelle ottagonali che lo compongono sono diverse per ogni tribù e rappresentano il sacro recinto del villaggio.

 

Lo Shirvan è sicuramente il più noto fra i tappeti caucasici. Da centinaia d'anni l'artigianato dei tappeti è fiorente in questa regione.   Il disegno, la cui origine si perde nella notte dei tempi, è tendenzialmente di tipo geometrico  con stelle, poligoni uncinati e, di quando in quando, qualche animaletto molto stilizzato; ma presenta spesso anche motivi floreali, sia pure molto geometrizzati, segno, sicuramente, di una passata influenza della vicina Persia.
Ancora oggi lo Shirvan, come tutti gli altri tappeti caucasici, conserva gli antichi motivi tradizionali che lo rendono così affascinante.  La qualità è generalmente molto buona.

Nel XVII e XVIII secolo Herekè, nei pressi di Istambul, ha avuto il suo massimo fulgore come zona di produzione di rari e stupendi esemplari di corte dalla eccezionale finezza.
Tutt'ora, oltre alla normale produzione in lana, si annodano ad Herekè alcuni fra i tappeti più fini dei nostri tempi.    Questi pregiatissimi esemplari sono lavorati o interamente in seta o annodati in seta su un fondo tessuto con fili dorati.

Certamente questa è solo una minima parte dei tipi di tappeti che da secoli vengono prodotti nelle loro zone d'origine e i nomi famosi sono così tanti che ci è impossibile qui illustrarli tutti. Vogliamo solo ricortarne alcuni, tutti molto importanti: i Ferahan, i Senne, i Saruk, i Veramin,   gli Ardebil, i Birgiand, i Bigiar, i Bachtiar, gli Abadeh, gli Hamadan, gli Heriz, i Mashad, i Mud,    i Malayer, la grande famiglia dei Mussul ognuno col nome del proprio villaggio, gli Shiraz, i Kashkai, gli Afshar, i Belucistan, la famiglia degli Afganistan, i Kaisery, i Kula, gli Anatolia e tanti altri ancora.

 

Centri di produzione che hanno avuto un grande sviluppo nel nostro secolo sono:
Kum, che produce tappeti di ottima qualità e, in alcuni casi, anche di grande finezza di lavorazione sia negli esemplari annodati in lana"kurk"che in quelli annodati in seta.
Nain dove vengono creati dei tappeti di buona qualità dalle delicate e gradevoli tinte pastello e, più raramente, esemplari di eccezionale finezza.

Altri centri di produzione di recente sviluppo sono in Pakistan nel Kashmir e in India ad Agra.